mercoledì 29 ottobre 2008

Anche i sogni sono un mezzo per superare la realtà, e sopportare meglio il peso di vivere.
Perchè nei sogni ci possiamo permettere ogni cosa, senza alcun senso di colpa.
Perchè nei sogni ci possiamo mettere chi ci pare, come ci pare, quando ci pare.
Dipingere il nostro principe non più d'azzurro.
E svegliarci con una piacevolissima sensazione, da gustare fino a quando la realtà non ce la porterà tristemente via...
Because it is melancholy of my own...

La leggerezza che ci aiuta a vivere

Calvino dedica la prima delle sue Lezioni Americane all’opposizione leggerezza-pesantezza, concentrandosi però sulla prima, sulla quale ha "più cose da dire".
Tutto il suo lavoro di scrittore è stato infatti una sottrazione di peso: “ho cercato di togliere peso ora alle figure umane , ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio".

Il sentiero dei nidi di ragno è per eccellenza il romanzo della leggerezza: leggerezza nella trama, leggerezza nel modo di scirvere, leggerezza nella brevità.
Cosimo Rondò cerca di liberarsi della pesantezza della vita andando a vivere su di un albero, per poi perdersi nell'immensa leggerezza del cielo a bordo di una mongolfiera.
Il Cavaliere inesistente esiste solo in quanto essere pensante, privato del tutto della sua natura pesante.
Il Visconte dimezzato ne ha conservato solo la metà.

Essendo fondamentale che all’idea di leggerezza non venga mai associata quella di imprecisione e superficialità, la leggerezza per Calvino si associa comunque e sempre alla precisione e alla determinazione, "non con la vaghezza e l'abbandono al caso".


Alla base della letteratura come ricerca della leggerezza- ovvero reazione al peso di vivere- c’è, spiega Calvino, un bisogno antropologico.
Lo sciamano rispondeva alla precarietà dell’esistenza della tribù annullando il peso del suo corpo, trasportandosi in volo in un altro mondo, in un altro livello di percezione.
La letteratura perpetua questo dispositivo antropologico consentendo di volare nel regno dove ogni mancanza sarà magicamente risarcita.

giovedì 23 ottobre 2008

Firmino

Firmino è un topo nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta. È il tredicesimo cucciolo della nidiata, il più fragile e malaticcio. La mamma ha solo 12 mammelle e Firmino rimane l'unico escluso dal nutrimento. Scoraggiato, si accorge che deve inventarsi qualcosa per sopravvivere e comincia ad assaggiare i libri che ha intorno. Scopre che i libri più belli sono i più buoni. E diventa un vorace lettore, cominciando a identificarsi con i grandi eroi della letteratura di ogni tempo.
I protagonisti di questo delicatissimo romanzo di Sam Savage, uno stupefacente autore esordiente, non sono i libri, come potrebbe sembrare, e neanche il cinema, come si direbbe inoltrandosi nella lettura, ma è quel lento, magico processo di nutrimento culturale che, attraverso le parole e le immagini, alimenta il nostro spirito. Una ricerca incessante di senso che riguarda tutti i piccoli curiosi roditori del mondo: voraci come topi, insaziabili, spesso invisibili. Nelle oscure cantine delle nostre città un esercito di piccoli pensatori divora le idee del mondo. Tutti quelli che, come il nostro Firmino, ogni giorno affrontano la prova decisiva con loro stessi, con la loro immagine, con il disincanto e la disillusione. Firmino coglie fino in fondo tutte le occasioni che la vita gli offre, senza rendersi conto, alla fine, di essere diventato per noi lettori come uno dei personaggi letterari che hanno popolato la sua vita. (Recensione IBS)

mercoledì 8 ottobre 2008

What's happen?I'm confused...

Le borse sono in caduta libera...un mio amico dice: ma non è che è tutta una farsa?
Ed io penso: IF ONLY!
Quando studiavo la crisi del '29 provavo ad immaginare cosa poteva essere realmente accaduto...e non ci riuscivo.
Qual è il nesso?La FMI dice che al momento la situazione è ancora peggiore di quella del '29.
Questa crisi qui la sto vivendo. Ma lo stesso non riesco a capire cosa sta accadendo in realtà.
Magari ci riusciranno coloro che la troveranno sui libri di storia, se avranno più fantasia di me.
Ai posteri l'ardua sentenza.