mercoledì 29 ottobre 2008

La leggerezza che ci aiuta a vivere

Calvino dedica la prima delle sue Lezioni Americane all’opposizione leggerezza-pesantezza, concentrandosi però sulla prima, sulla quale ha "più cose da dire".
Tutto il suo lavoro di scrittore è stato infatti una sottrazione di peso: “ho cercato di togliere peso ora alle figure umane , ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio".

Il sentiero dei nidi di ragno è per eccellenza il romanzo della leggerezza: leggerezza nella trama, leggerezza nel modo di scirvere, leggerezza nella brevità.
Cosimo Rondò cerca di liberarsi della pesantezza della vita andando a vivere su di un albero, per poi perdersi nell'immensa leggerezza del cielo a bordo di una mongolfiera.
Il Cavaliere inesistente esiste solo in quanto essere pensante, privato del tutto della sua natura pesante.
Il Visconte dimezzato ne ha conservato solo la metà.

Essendo fondamentale che all’idea di leggerezza non venga mai associata quella di imprecisione e superficialità, la leggerezza per Calvino si associa comunque e sempre alla precisione e alla determinazione, "non con la vaghezza e l'abbandono al caso".


Alla base della letteratura come ricerca della leggerezza- ovvero reazione al peso di vivere- c’è, spiega Calvino, un bisogno antropologico.
Lo sciamano rispondeva alla precarietà dell’esistenza della tribù annullando il peso del suo corpo, trasportandosi in volo in un altro mondo, in un altro livello di percezione.
La letteratura perpetua questo dispositivo antropologico consentendo di volare nel regno dove ogni mancanza sarà magicamente risarcita.

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