venerdì 24 aprile 2009

Londra, guerra alle disparità salariali

LONDRA - Il governo britannico dichiara guerra alla disparità salariale: le aziende britanniche saranno obbligate per legge a svelare quanto pagano i lavoratori uomini in confronto alle donne, non lasciando spazio a "clausole segrete" che impediscano di conoscere lo stipendio dei colleghi, pratica diffusa in almeno un quarto delle società.IL PROGETTO - Ci saranno così "ispezioni obbligatorie sugli stipendi" con l'obiettivo di smascherare i datori di lavoro che normalmente pagano meno le dipendenti e stimolare queste ultime a chiedere un aumento in busta paga. La misura è stata annunciata lunedì nell’Equalities Bill, il progetto di legge sulle pari opportunità, che arriva 40 anni dopo l'entrata in vigore della prima Equal Pay Act (legge sulla parità salariale).LE REAZIONI - I vertici aziendali si sono detti scioccati - scrive il sito del Times - nell’apprendere che la misura sarà inclusa nella legge. Sono stati tuttavia rassicurati del fatto che durante la crisi non saranno sottoposti a nuove regolamentazioni e che potranno concentrarsi sulla ripresa economica. I controlli sulla parità salariale, ha messo in guardia David Frost, direttore generale della Camera di commercio britannica, uniti alla nuova aliquota fiscale del 50% per i redditi più alti, scoraggeranno i nuovi investitori a venire nel Regno Unito. IL GAP - La nuova legge è rivolta alle aziende che contano 250 o più dipendenti, che avranno tempo fino al 2013 per mettersi in regola. Dopo di che, si troveranno di fronte a cause civili o penali. La normativa vale anche per i settori pubblici con 150 o più lavoratori. Nel Regno Unito il gap salariale tra uomini e donne è diminuito dal 21% del 1997 al 17,1% attuale, grazie soprattutto all’introduzione del salario minimo. Tuttavia, nel settore privato la disparità è tornata con forza, con una media del 22%.
(24 aprile 2009, Corriere della Sera on line)

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